VENERDÌ 12 OMNIBUS

Categorie: Leo Ortolani
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Pubblicato il: ottobre 31, 2010
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Spassosissimo, di una comicità leggendaria, con gag memorabili, che andrebbero studiate nelle scuole, sia durante le ore di lezione che durante le ore di ricreazione. 
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L’amore è un arabesco. La magnifica magia di due anime che si incontrano e cominciano a sprofondare una dentro l’altra imparando a conoscersi, capirsi, esplorarsi, prendere fiducia uno dell’altro, la magia di un castello costruito pian piano con mattoni di roccia, finché un giorno uno dei due si decide che è ora di abitarlo, e invita l’altro pronunciando le parole “ti amo”. Ma “anch’io” non è sempre la replica più scontata. Può capitare di sentirsi rispondere l’equivalente di frasi del tipo “mi piaci anche tu, ma non posso fare a meno di scopare con un’altro: rimaniamo amici però”. Questo è il caso del povero Aldo, presto trasformato in mostro da un feroce sortilegio, costretto a leccarsi lontano dal mondo le ferite delle sue pene d’amore per la crudele Bedelia, con la sola compagnia del suo fido servo Giuda. Le premesse per la più grande delle tragedie, in teoria. La premessa, in pratica, grazie al genio di Leo Ortolani, per una serie di fumetti spassosissimi, di una comicità leggendaria, con gag memorabili, che andrebbero studiate nelle scuole, sia durante le ore di lezione che durante le ore di ricreazione.
Fumetti che possiamo leggere tutto d’un fiato grazie a questo volume, Venerdì 12 Omnibus, che raccoglie in un un’unica sede tutte le storie già pubblicate a puntate, nel corso degli anni, su Ratman Collection.
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È UNA VITA CHE TI ASPETTO

Categorie: Fabio Volo
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Pubblicato il: ottobre 31, 2010
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Libro spicciolo per una storia a volte spicciola a volte molto piacevole, fatto per essere letto sotto l’ombrellone, in grado di abbronzarti con la sua semplicità. 
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Libro spicciolo per una storia a volte spicciola a volte molto piacevole, secondo quei dispositivi autoportanti che sanno essere i libri progettati per essere letti sotto l’ombrellone. Libro che non riscrive la storia della letteratura, ma in fin dei conti chi cazzo se ne frega, come se non si potesse mai mangiare un piatto di spaghetti se questo non riscrive la storia della cottura, o fumarsi una sigaretta se questo non riscrive la storia della bruciatura, o far l’amore con una donna se questo non riscrive la storia della trapanatura.
Esordendo con un capitolo uno scritto da cani, lo scrittore Volo, pian piano si riscatta proseguendo con la storia, rimanendo debole nelle parti di analisi esistenzialista, tonificando i muscoli nelle parti di sintesi emozionale, raggiungendo il massimo della propria espressività narrativa nei tre capitoli finali, i più sentiti, gli unici, forse non a caso, che sono riusciti a farmi ridere nei momenti di ironia.
Libro che è comunque anche il sogno di ogni casa editrice, perché non solo ha venduto tanto, ma mi ha fatto venire la voglia di comprare anche i romanzi successivi e “La coscienza di Zeno”, tanto per capire quanto siano alte le spalle del gigante su cui sicuramente poggiano le terghe della storia qui raccontata.
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NAVIGANDO NELLE PAROLE

Categorie: ilVignettificio
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Pubblicato il: ottobre 22, 2010
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Cinque stellete, ma in questo caso sono di parte! 
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Panoramica antologica di poesia contemporanea, edito da una delle poche case editrici serie del panorama italiano, “Il Filo”, ora “Gruppo Albatros”, in grado di portare avanti iniziative del genere finanziandosele da sole, senza incombere come lupi su indifesi agnellini, richiedendo agli autori l’autoacquisto delle prime mille copie della propria opera, e lì fermarsi, scordandosi piccoli particolari come la distribuzione e la promozione.
Volume per quanto mi riguarda particolarmente caro, essendo stato tanto temerario da ospitare un breve componimento ermetico del sottoscritto, “Autobomba”, dedicato al senso si smarrimento che scosse le coscienze degli italiani durante la stagione delle stragi mafiose del 1992.
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VIAGGIO A TULUM

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Pubblicato il: ottobre 22, 2010
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Viaggio al centro dell’America, che è anche un viaggio al centro della mistica della letteratura di Castaneda. 
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Storia tenuta in piedi dall’architrave di una trama leggera come una nuvola sospinta dagli alisei dell’immaginifico onirico felliniano, fecondata dalla pioggia sensuale del segno grafico di Milo Manara, testimonianza delle vicende di Snaporaz, alter ego del regista, già alter ego di Mastroianni, in un viaggio al centro dell’America, che è anche un viaggio al centro della mistica della letteratura di Castaneda, in un baccanale allegorico a celebrazione della filosofia della fusione panica dell’uomo con l’energia vitale della terra, condizione primordiale che era esperienza comune di ciascuno, decaduta quando l’umanità preferì lasciarsi prostituire dall’arroganza della propria declinazione marziale e che solo pochi saggi seppero preservare, eleggendo a propri ambasciatori l’intero genere femminile. Qualunque cosa possano significare queste parole!
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L’ALEPH

Categorie: Jorge Luis Borges
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Pubblicato il: ottobre 19, 2010
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Fate questo in memoria di Aleph! 
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Vi dico dell’Aleph. È una raccolta di racconti. Mi ricordo mentre lo leggevo. Ero in sala, la lampada illuminava la stanza. Non che tirare la tenda non fosse stato sufficiente. Ma alla fine preferivo così. La tenda me l’aveva venduta tempo fa Rosalita Hallasi. Era la figlia di Ignazio Suarez che aveva combattuto nella battaglia di Potosi. Suo padre le regalò un libro sui filosofi Euclidei, che lei aveva regalato a suo cognato Alejandro, che lui aveva regalato a me e io avevo scambiato con Paloma in cambio dell’Aleph e del mio vecchio cappello da mandriano, che credevo perduto nella pampa argentina. Paloma lo recuperò lo stesso giorno che lo perdetti sfidando a duello Miguelito, che si credeva più furbo di me. Ma il destino non fu d’accordo. Diventai un ricercato, mi rifugiai in città. Non mi dispiaceva la città, ma mi dava una strana sensazione: quella del Minotauro nel palazzo di Minosse. Non bastava a consolarmi una bottiglia di Amontillado d’importazione e l’infinito delle stelle. Fu così che cominciai a leggere questo libro.
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THE GREAT

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: ottobre 18, 2010
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Come un nano sulle spalle di se stesso! 
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Volume uscito in contemporanea al gemello “Cose d’A.Paz”, a cura dei suoi compari di avventure artistiche, per celebrare e ricordare l’arte di Pazienza, raccoglie tredici storie pubblicate per la prima volta sulla rivista Frigidaire nel periodo 1980-1986, più un paio di illustrazioni inedite risalenti agli stessi anni, più i disegni in prima, seconda, terza, quarta di copertina.
Antologia di storielle che per una volta forse non avranno riscritto la storia della letteratura o quella dell’arte, ma di sicuro hanno riscritto la storia della piacevole lettura. Una rassegna della vena umoristica dell’autore in questione, particolarmente esilarante la storia “E gli hamburgers?”, con testimonianze anche della sua vena egotica, come nella storia “Neve, neve, sull’Italia”, che, dopo un inizio narrativamente ricco di pathos e mistero, in poche tavole scivola nel cazzeggio semantico e poi si interrompe, concludendo le ultime pagine illustrando se stesso senza più voglia di disegnare, occupato a trattare con la redazione di Frigidaire, ergo il buon Sparagna, il compenso per il materiale consegnato, cioè questo stesso fumetto. Cose al cui confronto in grado di far fare a Pirandello la figura di un Metastasio qualunque!
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FRANCESCO STELLA

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: ottobre 10, 2010
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“Betty Curtiss, è in assoluto il miglior bassista del mondo. Non ha mai inciso un disco, né dato un concerto. Ma abita il primo piano, e pellegrini da tutto il mondo, da sempre, si accalcano sotto la finestra del suo cucinotto per carpire un accordo”. 
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Per i tipi di Coconino Press, dato alle stampe nel 2002, in un’unica edizione possiamo rileggere le tre storie dedicate alla dinastia di Francesco Stella, insieme ad un’introduzione posta a metà(!) del volume e diverse bozze sparse qua e là.
La prima è la storia “Francesco Stella, re del pomodoro”, pubblicata per la prima volta su “Cannibale”, ambientata negli anni ’30, storia ironica di un immigrato italiano in America, che fa fortuna nella modalità suggerita con il titolo.
La seconda “Francesco Stella, vita e gite”, comparsa per la prima volta su “Frigidaire”, diversi anni dopo, ambientata in un futuro improbabile, ci narra la vita dell’omonimo nipote dello stesso Stella, che rivoluzionerà la storia della musica pubblicando due soli album, dei quali il secondo era una antologia.
La terza storia è “Aficionados”, in cui il passato di Francesco Stella viene resettato per catapultarlo in una improbabile missione nel deserto africano, durante la II guerra mondiale. Interessante l’edizione qui proposta di quest’ultima storia, nelle tavole originali in bianco e nero di Andrea Pazienza, ripulito del colore “meccanico” inserito ai tempi della prima edizione in volume nel 1981 (Edizioni Primo Carnera Editore) e mantenuto nella riedizione de “Il Grifo” dei primi anni novanta.
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AFICIONADOS

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: ottobre 10, 2010
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“Allora cerca dell’umidità, sempre con l’illusione essa indichi il nord, e trova della sabbia fresca sotto un pietrone, segno che il nord è sottoterra, cioé, come si scopre a dedurre, in Giappone, nostro alleato.” 
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Aficionados è la storia del tenente Francesco Stella, del caporale D’Angelo e di due soldati semplici, una scalcagnata combriccola di militari, spediti in ricognizione dall’Algeria verso il Marocco, mentre il resto del battaglione ritornava in Libia. I presupposti perfetti per una drammatica storia di guerra.
Ma i nostri eroi sono eroi italici, dell’Italia fascista, quando di “tuonante” c’era solo il saper strillare la parola “tuonante”. Un poco Alberto Sordi, un poco Monicelli, un poco Fantozzi, nell’arco di quindici ore mettono insieme tredici ore di ritardo e si perdono completamente nel deserto. Ma è solo l’inizio…
Un grande Pazienza, in stato di grazia come umorista, in un fumetto che è in realtà una piccola novella illustrata, il racconto di quattro uomini a zonzo, con nulla da invidiare a Jerome K. Jerome. Una storia divertente, che è anche una critica e un omaggio alla plurisecolare virtù italica dell’arte di arrangiarsi.
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GIOVANNI PAOLO SECONDO… FORATTINI

Categorie: Giorgio Forattini
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Pubblicato il: ottobre 7, 2010
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Mi immaginavo a volte Giovanni Paolo II, tentato anche lui da Satana nel deserto, che non solo resisteva, ma lo rispediva all’inferno a calci nel culo. 
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Stupende le vignette del vecchio Forattini, quando era ancora quel geniale disegnatore capace di spandere petali di rosa al cianuro nel panorama polemico italiano, prima di tramutarsi in un autore spocchioso, e poi in una delle tante inutili bagascie al servizio del potente di turno, in una discesa agli inferi tutta giocata sul contrasto tra meriti passati e inconsistenza artistica attuale. Si coglie pienamente in questo volume questo cambiamento, iniziato dopo la caduta nel muro di Berlino, quando il suo naturale anticomunismo, che lo rendeva così lucido e unico nel corso degli anni ottanta, caduta l’ideologia, o meglio separato lo scettro del potere da quella ideologia, si tramuta per lui in una zavorra creativa che ne segnerà per sempre il suo destino di satiro. Come un bel fiume che pian piano si disseca, una satira politica che si fa deserto di idee. E tutto questo in una raccolta di vignette che parlano di potere spirituale e non di potere temporale! Come se le due cose in Italia potessero essere distinte…
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