V FOR VENDETTA

Categorie: Alan Moore
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Pubblicato il: agosto 30, 2010
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Nel rapporto schiavo padrone dove finisce lo schiavo e dove comincia il padrone? 
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Esiste un qualcosa di non detto, forse uno degli ultimi taboo sopravvissuti nella società moderna, ovvero: nel rapporto schiavo padrone dove finisce lo schiavo e dove comincia il padrone? Findove alcuni uomini possono essere indotti da un sistema totalitario ad introiettare le proprie catene, fino a biasimare chi da quelle catene cerca di liberarlo? E combattere per la libertà, in contesti come questi, invece che verso il quartiere generale del potere, non significa dover intraprendere un viaggio distruttivo verso il quartier generale dell’anima di ciascuno di noi, tante piccole fortezze ancora più inespugnabili? È questa la storia di Evey Hammond, aiutata a “morire” per poi “risorgere” da V, e dopo di lei, insieme a lei, passo dopo passo l’intera popolazione della Gran Bretagna di questa splendida graphic novel, nel suo futuro terra di una disutopia chiaro ammonimento dei pericoli della disutopia nel nostro presente.
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VITA

Categorie: Vittorio Alfieri
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Pubblicato il: agosto 28, 2010
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Vita, morte e miracoli di Vittorio Alfieri, il Jimi Hendrix dell’alfabeto! 
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C’è un non so che di cazzuto e coccoloso nel carattere e nella vita di Vittorio Alfieri, così come nel linguaggio usato nel tramandare le sue gesta in questa autobiografia, il diario di una vita avventurosa, ricca di eventi, viaggi e incontri. Pur uno dei soliti spaccati dell’aristocrazia settecentesca che cincischiava allegramente mentre altre fasce di popolazione si spaccavano la schiena per portare avanti la baracca, ma comunque un racconto e una vita impastata di quel volitivo irrequieto nerboruto sarcasmo intelletualmente godereccio che secondo me lo rendeva così unico, e che tanto mi ha fatto gustare questo libro. Non so perché ma fellinianamente ogni tanto mi sogno un Alfieri proiettato nei tempi moderni che, bestemmiato a squarciagola e giurato vendetta ad un camion che gli ha sversato addosso una pozzanghera, in quelle situazioni tipiche da pedone del dopo pioggia, poi incamminandosi verso casa, e ancora fradicio, alzando gli occhi al cielo si gode il tramonto scordandosi del motivo che tanto lo aveva fatto incazzare.
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L’AMANTE DI LADY CHATTERLEY

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Pubblicato il: agosto 27, 2010
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Lady Chatterley alla fine sa cosa vuol dire amare Mellors, perché ora poteva amare potendo dire cosa voleva dire non amare Mellors. Chapeu! 
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Forse il primo libro New Age della storia, scritto con il vantaggio da parte di Lawrence del non sapere cosa fosse il New Age, e quindi esente di tutti i difetti del genere, pur sempre portatore del messaggio tipico della cultura orientale per cui l’amore per la vita feconda solo le menti degli uomini e delle donne che sanno vibrare all’unisono con la loro fisicità. Esemplare la storia di Connie Chatterley, e della tenacia con cui, avvertito un cambiamento dentro di lei, decide di seguirlo, viverlo e lottare per questo, tirando dritto per la sua strada, gioiendo del nuovo amore con Mellors, amore per la prima volta vissuto con gli strumenti della consapevolezza, invece di proseguire stancamente l’inganno del vecchio legame, quello con Clifford, nato all’alba della propria esistenza adulta, quando ancora non si sono vissute liberamente le esperienze in grado di farti capire chi sei (e poi impossibili da vivere per colpa del legame stesso), legami che si autocelebrano per loro fossilità, legami nella vita reale portati avanti perché così è, perché così deve essere, perché così lo schema lo esige. Chiesto una volta allo sfortunato Edoardo Agnelli cosa si provasse ad essere il figlio di Gianni Agnelli, rispose che lui non lo sapeva, non sapendo cosa volesse dire non essere il figlio di Agnelli. Lady Chatterley no, lei alla fine saprà cosa vuol dire amare il guardiacaccia Mellors, perché ora poteva amare potendo dire cosa voleva dire non amare Mellors. Chapeu!
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PERCHÉ PIPPO SEMBRA UNO SBALLATO

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: agosto 21, 2010
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Lettura idonea per chi volesse “provare un po’ di questo piacere terrestre”. 
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L’edizione del Grifo del 1992 è la riedizione di un volume già pubblicato nei primi anni ottanta, una raccolta di disegni e fumetti già apparsi a vario titolo ne “Il Male”, in “Cannibale” e in “Frigidaire”. Raccolta suddivisibile in due. Nella prima parte assistiamo ad una macarena psichedelica di fatti e situazioni a passi di danza underground, con un Crumb in incognito a fare da coreografo e l’immancabile Moebius tra il pubblico. Nella seconda parte, invece, possiamo conoscere il fumettista Pazienza a colori, degno erede del già fu pittore Pazienza a colori, abilità coltivata quasi fin dalla culla, stando a quanto raccontano le biografie ufficiali, abilità che gli permette di raggiungere risultati che, ne sono certo, avrebbero fatto eiaculare gli occhi persino a Matisse. Lettura idonea per chi volesse “provare un po’ di questo piacere terrestre”.
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TORMENTA

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: agosto 19, 2010
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Il segno di una vocazione artistica invincibile! 
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Riedizione del 1992, questa del Grifo, di un volume uscito originariamente nel 1985 per i tipi di Milano Libri Edizioni. Antologia quindi di opere di Pazienza dei primi anni ottanta, un Pazienza comunque maturo.
Opere intrise di una bellezza scultorea, a metà strada tra il Canova e il Bernini, eterogenee tra di loro e legate quasi tutte solo dal filo conduttore dei bordi delle singole vignette della tavola tracciati con il righello, fatto non così scontato per il Paz. Notevoli le opere nate dalla collaborazione ai testi di Marcello D’Angelo, in una della quali si possono osservare i podromi dello stile del Pompeo che verrà.
Il segno di una vocazione artistica invincibile!
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STURIELLET

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: agosto 18, 2010
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Dedicato a tutti quelli che starebbero ore a contemplare “le palme baluginare ferme come giganteschi zulu ritti in faccia al mare”. 
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Raccolta di brevi fumetti pubblicati sulle riviste Zut e Tango nel biennio 1987/88, campionario quindi della produzione più matura del Paz. Produzione appartenente all’empireo della poesia disegnata, tratto grafico continuamente cangiante come nuvole in un cielo in tempesta, ma sempre funzionale alle varie fasi della storia, narrazione che è un continuo giro di valzer tra melanconia e umorismo: sono questi gli elementi che rendono la lettura di questo volume un’esperienza indimenticabile. Dedicato a tutti quelli che starebbero ore a contemplare “le palme baluginare ferme come giganteschi zulu ritti in faccia al mare”.
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BRIGATE ROSSE

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Pubblicato il: agosto 17, 2010
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Ennesima dimostrazione di come il pensiero a base di ideologia stia alla mente come allo stomaco una cena a base di puntine da disegno. In una parola: un macello. 
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Libro interessante, non per qualche sua qualità intrinseca, ma in quanto utile strumento per capire la storia delle Brigate Rosse. Vicenda raccontata in prima persona da uno dei suoi protagonisti, Mario Moretti, dai primi passi all’interno dei movimenti operai di contestazione di fine anni ’60 fino alla dissoluzione della stessa organizzazione terroristica, avvenuta all’inizio degli anni ’80, per autocancrena ideologica ed efficace azione repressiva dello stato borghese, direbbero loro, dello stato democratico, diremmo noi.
Storia di un gruppo di persone che voleva essere l’avanguardia armata di una rivoluzione marxista-leninista di massa, in un’Italia in cui, a partire dai primi anni ’70, la rivoluzione invece la farà l’ombelico di Raffaella Carrà che balla il Tuca Tuca in televisione.
Ovvero l’ennesima dimostrazione di come il pensiero a base di ideologia stia alla mente come allo stomaco una cena a base di puntine da disegno. In una parola: un macello.
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IL MALE SCONOSCIUTO DI ANDREA PAZIENZA

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: agosto 17, 2010
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Un’antologia perfetta per tutti quelli che progettano di trascorrere le proprie ferie nelle “Marche. Un buon posto per finire dimenticati”. 
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« “Il Male sconosciuto di Andrea Pazienza” è un omaggio alla produzione di un maestro del disegno e della narrazione moderna, che con il suo stile e il suo segno inconfondibile ha influenzato l’ultima generazione di fumettisti. » Questo recita la quarta di copertina di questa breve raccolta, nota edizione pirata del 1993 senza editore e presto ritirata dal commercio, dopo controversie con gli eredi sui diritti. Volume che dichiaratamente riprende il discorso interrotto nel 1981 con il precedente “Libro Rosso del Male”, portandolo avanti fino al 1982, anno di chiusura della nota rivista satirica. Numerose le chicche raccolte comunque all’interno, tra cui un fotoromanzo avente per protagonista lo stesso Andrea Pazienza. E andando oltre la rivista stessa, la riproposizione delle introvabili vignette del ciclo del Kossiga Furioso, le illustrazioni realizzate per il catalogo musicale Cramps e infine la storia “Suite for Benka”, pubblicata nel numero 12 di Alter Alter del 1982, in cui a quanto pare per la prima volta fa una breve apparizione un personaggio che tutti i fan del sommo Pazienza ben conoscono, sì proprio lui: Zanardi. Un’antologia perfetta per tutti quelli che progettano di trascorrere le proprie ferie nelle “Marche. Un buon posto per finire dimenticati”.
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MAUS

Categorie: Art Spiegelman
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Pubblicato il: agosto 11, 2010
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Perché l’arte è un’esperienza che vale sempre la pene di essere vissuta, anche quando parla di orrore e morte. 
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Studiare un episodio di storia è come osservarlo raccolto in un catino. Possiamo avvicinarci, bagnarci il dito se vogliamo, guardare le increspature, indagare la viscosità, intuire il fondale. Ma chi quell’episodio lo ha vissuto in prima persona se lo è visto gocciolare addosso giorno dopo giorno, senza scelta, senza riparo, senza cognizione, assorbito in gran parte dalla spugna della vita quotidiana. Spugna che un bel giorno si satura e ti rovescia addosso gli arretrati, e ti ritrovi irreversibilmente fradicio, e non hai neanche il tempo di chiederti perché.
Poche opere dell’ingeno umano sono capaci di farti vivere queste esperienza in prima persona. Maus è una di queste. Un capolavoro indiscusso della letteratura mondiale di ogni tempo. Assolutamente da leggere. Perché l’arte è un’esperienza che vale sempre la pene di essere vissuta, anche quando parla di orrore e morte.
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COLAZIONE DA TIFFANY

Categorie: Truman Capote
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Pubblicato il: agosto 11, 2010
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Un libro da leggere a sangue caldo. 
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Se il film risplende della levigata bellezza di un brano jazz, il libro proietta tutta la sudaticcia carnalità di un brano blues. Quel che nella pellicola era (anche) vista e udito, nel romanzo è (anche) tatto e olfatto.
Procedendo a colpi di pennellate impressionistiche, Truman Capote dipinge uno spaccato iperrealista della vita e della psicologia dei suoi protagonisti. Con una prosa scorrevole, disseminata di indimenticabili similitudini e metafore fulminanti, ci vengono narrate le vicende della “selvaggia e dolcissima” Holly, della sua cerchia (Sally, Mag, Rusty, Joe) e soprattutto “Fred”, alter ego narrante dello stesso scrittore, in una storia che, a differenza del film, non ha il lieto fine.
Storia anomala, carica di significati e al tempo stesso insensata, come è però realmente la vita di ciascuno di noi. Storia perfetta per tutti quelli che sono in grado di apprezzare la selvaggia poesia e il dolcissimo romanticismo nascosti in un pompino.
Un libro da leggere a sangue caldo.
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