LA CROCIERA DEI DIMENTICATI

Categorie: Enki Bilal
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Pubblicato il: agosto 27, 2012
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“Un villaggio volante? no… ma mi dica… lei lo sa quanto può costarle una revoca dal servizio per schizofrenia con tendenze psicopatiche?” 
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Frutto della sinergia tra Pierre Christin ai testi e il ventenne Enki Bilal alle matite, “La crociera dei dimenticati” è il primo episodio, pubblicato nel 1975, della serie “Racconti d’oggi”. Strani esperimenti segreti di una base militare nei pressi di un villaggio rurale involontariamente fanno perdere il contatto col terreno alle case, che cominciano a vagare per aria sospinte dal vento. E con le case i loro strampalati abitanti, che, fuori dal controllo di ogni autorità, pian piano imparano ad emanciparsi sempre più, gustando questa loro surreale condizione di assoluta libertà, diventato ben presto pericolosi punti di riferimento per gli abitanti delle terre che di volta in volta sorvolano, un temibile avversario per ogni potere costituito. Una metafora costruita più con un metro onirico che allegorico, ma perfettamente in linea con lo spirito libertario di una Francia in cui erano vive le utopia dell’immaginazione al potere. In questa edizione del 1992 degli Editori del Grifo, collana La nuova mongolfiera, numero 35, la storia è riproposta insieme all’antefatto, pensato successivamente per la raccolta in volume dei “Racconti d’oggi”, antefatto che cerca di dare un senso all’esistenza del personaggio dai capelli argentei e senza nome che rappresenta il filo conduttore, via via sempre più defilato, di tutti le storie che compongono la serie.
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TRILOGIA NIKOPOL – VOL. 1

Categorie: Enki Bilal
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Pubblicato il: novembre 29, 2010
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Per chi se lo fosse chiesto: sì, anche a me Choublanc è sembrato una satira di Silvio Berlusconi, scritta con vent’anni di anticipo! 
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Forse l’unica recensione veritiera di un’opera come questa dovrebbe essere paginate e paginate di trascrizioni fonetiche di gemiti di piacere. Ma cerchiamo di metterla sul discorsivo. Pubblicata per la prima volta nel 1980, scritta-disegnata-colorata dal vate del fumetto francese Enki Bilal, questa storia fin dalle prime pagine ci sbatte in faccia un mondo coerentemente assurdo e assurdamente coerente, in una Parigi del futuro ridotta a città-stato, stretta nella morsa di una feroce dittatura fascista che non rinuncia ad indire elezioni, manipolando l’opinione pubblica pur di avere la certezza di uscire vittoriosa dalle urne. Ma i piani del satrapo Choublanc, un novello Mussolini neogollista, truccato come un clown(!), vengono guastati da alcune divinità egizie(!), che stazionano sopra la città in un’astronave a forma di piramide(!), e ingannano il tempo giocando a Monopoli(!) e guardando la TV(!), in attesa di ripartire dopo un rabbocco di benzina(!), preteso come dovuto senza dare nulla in cambio, un rabbocco però in grado di gettare sul lastrico l’economia del regime Choublanchista. A complicare le cose ci pensa un dissidente dio falco, Horus, in lite con gli altri immortali, che si impossessa del corpo di un, anche lui dissidente, umano, Nikopol, e lo manovra per portare a compimento la sua vendetta. Senza svelarvi il finale qui mi fermo, senza neanche aver avuto il tempo di accennare al ridicolo papa Théodule I, alle sanguisughe Zuben’ubiane che infestano la Torre Eiffel, alle uova giganti di Menkar, al fidato consigliere governativo Gogol, un gatto telepatico dal pelo bianco verde.
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