GOMORRA

Categorie: Roberto Saviano
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Pubblicato il: novembre 30, 2010
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Un’analisi spietata dell’antropologia della sopraffazione. 
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Un’analisi spietata dell’antropologia della sopraffazione, viaggio affascinato ma mai ammirato nel pianeta Camorra, descritto con partecipazione emotiva ma anche distacco razionale, a volte viceversa, ma mai insieme, molto simile allo stato d’animo di un esploratore occidentale che si ritrovasse a narrare degli usi e costumi di una tribù primitiva da lui scoperta negli anfratti della foresta amazzonica. Libro che diventa quindi ancora più inquietante pensando che si tratta di un pezzo d’Italia e dell’Italia di oggi.
Monumento alla genialità del metodo Saviano, un esempio su tutti, la parte che descrive i suoi sforzi per entrare in possesso del lettore MP3 con le canzoni ascoltate dai sicari del Sistema nel corso delle mattanze.
Un’opera immortale, che verrà ricordata negli anni e spero in futuro studiata nelle scuole, se esisteranno ancora, capace, partendo dalla contingenza del quotidiano, di descrivere le ombre più profonde che da sempre oscurano l’animo del genere umano, non un semplice racconto dei fatti e misfatti di un gruppo di criminali nell’Italia di oggi, così come i Promessi Sposi non sono una semplice narrazione delle complicazioni burocratiche di una coppia di padani dell’Italia del seicento.
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LA VALIGIA DEL CANTANTE

Categorie: Uncategorized
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Pubblicato il: novembre 30, 2010
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“Ho fatto scarpe per tutti, anche per te, e io vado ancora in giro scalzo…” (Bob Dylan) 
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Comprato pensando fosse una biografia di Francesco De Gregori, letto per metà imprecando perché in realtà non si trattava di una biografia di Francesco De Gregori, pian piano mi è anche un po’ piaciuto giusto perché non si trattava della solita biografia di Francesco De Gregori: una perfetta esperienza della filosofia zen dell’arte di apprezzare la realtà per come viene.
Attraverso il cannovaccio di un’esposizione cronologica delle uscite discografiche, viene costruita una tassonomia delle categorie mentali del cantautore, individuando una tematica all’interno di una canzone, citando parti del brano e, in modo del tutto dialogico e atemporale, accompagnando ad esso dichiarazioni o interviste, sue o di suoi collaboratori, accostamenti che a volte non si capisce bene funzionali a che cosa, forse perché troppo sofisticati per essere capiti dai più, forse perché intrinsecamente poco azzecati. Ciascun lettore decida da solo in base alla propria sensibilità: a Francesco De Gregori piacerebbe così.
Molto interessante tutta la narrazione della contestazione subita nei concerti di inizio carriera dalla fauna di invasati che negli anni ’70 avevano scambiato il materialismo dialettico per il “Vangelo secondo Lenin”.
Nota curiosa, come ogni libro su Francesco De Gregori che si rispetti, le prime cinquanta pagine parlano quasi esclusivamente di Venditti.
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TRILOGIA NIKOPOL – VOL. 1

Categorie: Enki Bilal
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Pubblicato il: novembre 29, 2010
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Per chi se lo fosse chiesto: sì, anche a me Choublanc è sembrato una satira di Silvio Berlusconi, scritta con vent’anni di anticipo! 
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Forse l’unica recensione veritiera di un’opera come questa dovrebbe essere paginate e paginate di trascrizioni fonetiche di gemiti di piacere. Ma cerchiamo di metterla sul discorsivo. Pubblicata per la prima volta nel 1980, scritta-disegnata-colorata dal vate del fumetto francese Enki Bilal, questa storia fin dalle prime pagine ci sbatte in faccia un mondo coerentemente assurdo e assurdamente coerente, in una Parigi del futuro ridotta a città-stato, stretta nella morsa di una feroce dittatura fascista che non rinuncia ad indire elezioni, manipolando l’opinione pubblica pur di avere la certezza di uscire vittoriosa dalle urne. Ma i piani del satrapo Choublanc, un novello Mussolini neogollista, truccato come un clown(!), vengono guastati da alcune divinità egizie(!), che stazionano sopra la città in un’astronave a forma di piramide(!), e ingannano il tempo giocando a Monopoli(!) e guardando la TV(!), in attesa di ripartire dopo un rabbocco di benzina(!), preteso come dovuto senza dare nulla in cambio, un rabbocco però in grado di gettare sul lastrico l’economia del regime Choublanchista. A complicare le cose ci pensa un dissidente dio falco, Horus, in lite con gli altri immortali, che si impossessa del corpo di un, anche lui dissidente, umano, Nikopol, e lo manovra per portare a compimento la sua vendetta. Senza svelarvi il finale qui mi fermo, senza neanche aver avuto il tempo di accennare al ridicolo papa Théodule I, alle sanguisughe Zuben’ubiane che infestano la Torre Eiffel, alle uova giganti di Menkar, al fidato consigliere governativo Gogol, un gatto telepatico dal pelo bianco verde.
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PAGINE GIALLE

Categorie: Giorgio Forattini
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Pubblicato il: novembre 24, 2010
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“Vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo.” Shakespeare, Giulio Cesare,III, II 
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Libro della Biblioteca Umoristica Mondadori, pubblicato verso la fine del 1984 per raccogliere in ordine cronologico le vignette apparse sul quotidiano “La Stampa” dall’Agosto 1983 al Settembre 1984. Un tuffo senza filtri nel panorama polemico di quegli anni, senza distinzione alcuna tra avvenimenti che poi passeranno alla storia e cagnara giornaliera presto finita nella pattumeria della memoria. Per chi ama Forattini sia nei colpi di genio sia alle prese con l’ordinaria amministrazione. Per chi ama catapultarsi negli umori degli anni passati senza la grande mistificazione del senno di poi.
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ZANARDI E ALTRE STORIE

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: novembre 17, 2010
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“Posso vivere senza di te, non c’è dubbio, amaramente e bene. Il grido non è questo. Il mio tormento è il ricordo”. 
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Dal 1986 fino alla morte Pazienza collabora con la rivista Comic Art. In questo volume del 1995, numero 40 della collana Best Comics, ristampa del numero 20 della collana Grandi Eroi, del 1988, sono raccolte alcune storie di Zanardi frutto di questa collaborazione: “Zanna” (Comic Art n. 32, aprile 1987), “Zanardi at the war” (Comic Art n. 36, settembre 1987), “Prologo” (Comic Art n. 28, dicembre 1986), “Cuore di mamma” (Comic Art n. 28, dicembre 1986), “Cenerentola 1987” (Comic Art nn. 29/31, gennaio/marzo 1987).
Particolari le prime due storie, con un Zanardi lontano dal suo naturale habitat liceale bolognese, catapultato in nuovi contesti onirici o lontano nel tempo, secondo una tendenza in atto nel Pazienza dell’ultimo periodo, che si manifesterà anche nella bellissima storia incompiuta “Zanardi Medioevale”, ripubblicata in una differente sede. Più “classiche” le ultime due storie, dove la perfidia di Zanardi e dei suoi compari Colasanti e Petrilli si manifesta in tutta la sua grandezza.
Apre l’antologia comunque una storia che non vede Zanardi tra i suoi personaggi, la trasposizione in forma grafica del poema “Campofame” di Jeffers Robinson, suggestivo apologo di un uomo che affrontò a mani nude la morte e la sconfisse, ma poi ebbe modo di pentirsi del suo successo.
Da segnale anche la prefazione “Andrea Pazienza ovvero l’io diviso” di Giulio C. Cucciolini, un’analisi sincera e approfondita dell’arte e della psicologia di questo autore che tanto ha dato al fumetto italiano.
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CENTO PASSI CENTO SORRISI

Categorie: ilVignettificio
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Pubblicato il: novembre 14, 2010
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Cinque stellete, ma in questo caso sono di parte! 
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Raccolta delle 100 migliori opere giunte al concorso nazionale umoristico, “Onda Pazza”, promosso dal Centro Peppino e Felicia Impastato di Sanremo, in occasione del trentennale della scomparsa dell’illustre cittadino di Cinisi. Una forma di lotta, quello dello sberleffo e dell’ironia, come giustamente sottolineato nella prefazione di Giancarlo Caselli, che non si contrappone ma deve affiancare la necessaria repressione e il ruolo del sistema dell’informazione, un modo per utilizzare un linguaggio di facile lettura, ma per questo comprensibile da chiunque, per denunciare sia la componente crudele che quella grottesca del vivere mafioso, con le sue regole ataviche, i suoi codici d’onore e le sue aberrazioni violente. Una denuncia che, facendo sorridere, nello stesso tempo faccia anche riflettere, sia la mente che il cuore. Grandissimo per me è stato l’onore, quindi, quando sono venuto a sapere che, tra le pagine di questo bellissimo e importante volume, ha trovato posto anche una vignetta realizzata dal sottoscritto!
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ZANARDI – LA PRIMA DELLE TRE

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: novembre 14, 2010
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“Io lascio un bianco e torbido solco, acque pallide, volti più pallidi, dovunque io navighi. Flutti gelosi si gonfiano lungo le fiancate per sommergere la mia traccia. Facciano pure, ma prima, io passo.” (Melville) 
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Apoteosi apollinea di segni grafici, un apologo apostata della frenetica apaticità dei teneramente violenti anni ’80, apografo apocrifo dell’arte di un Pazienza all’apogeo, che qui si auto-rappresenta come coprotagonista al fianco del suo personaggio, Zanardi, con Colasanti e Petrilli a fare da sfondo nello sfondo di una Firenze inquieta.
Un moderna novella in 40 tavole, preceduta da una bellissima citazione di Melville, pubblicata per la prima volta su “Alter Alter” 1 e 2, del gennaio/febbraio 1985, ripubblicata nel 1988, al numero 9 della collana “La nuova mongolfiera”, edizioni “Il Grifo”.
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JACK FRUSCIANTE È USCITO DAL GRUPPO

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Pubblicato il: novembre 12, 2010
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Alla fine di questo libro non mi è rimasto cosa ho letto ma quello che provai leggendolo. 
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Alla fine di questo libro non mi è rimasto cosa ho letto ma quello che provai leggendolo. Come una lumaca messa sotto sale, mi purgò l’umore da certe paturnie del momento, contribuendo a rendermi la vita più digeribile. Nell’aria c’era di nuovo odore di primavera e la stessa primavera vedevo riflessa tra le pagine di questo libro, letto d’un fiato in una sola giornata, e che si rivelò una boccata d’ossigeno tanto potente da riuscire ad ossidarmi l’anima, donandomi quella lucidatura sarcastica che ancora oggi mi accompagna, fatto curioso per un libro che poi non è ne più ne meno che la narrazione sublimata della più classica storia d’amore, ai tempi dell’adolescenza, quando è epico persino starnutire. Sarei curioso di rileggerlo e confrontare l’impressione che ne potrei avere adesso ad anni di distanza. Ma anche no.
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RANXEROX 2

Categorie: Tanino Liberatore
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Pubblicato il: novembre 12, 2010
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Un’eruzione di degrado talmente perfetta da diventare glamour! 
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Viaggio in technicolor nel lato oscuro del genere umano. Sorrette dal disegno muscoloso di Liberatore, si dipanano le trame immaginifiche di Tamburini, in un mondo del prossimo futuro completamente amorale, che sia New York, come nella prima storia, o Roma, come nella seconda, non importa. Tra varianti e/o perversioni sessuali, droga a fiumi e violenza gratuita, alla fine gli unici sprazzi di umanità ci vengono dal rozzo robot Ranxeror e dal suo strambo amore viscerale per la perfida e approfittatrice giovanissima Lubna. Un’eruzione di degrado talmente perfetta da diventare glamour!
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LA LEGGENDA DI ITALIANINO LIBERATORE

Categorie: Andrea Pazienza
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Pubblicato il: novembre 9, 2010
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Omaggio a Tanino Liberatore di Andrea Pazienza, ovvero omaggio a Beethoven dal Mozart del fumetto italiano! 
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Divertissement divertito e divertente, pubblicato inizialmente a puntate sulla rivista “Frizzer” a partire dal numero 3 del giugno 1985 e, dopo la chiusura di “Frizzer”, sulla rivista “Tempi Supplementari” nel 1986, omaggio di Pazienza al suo amico Tanino Liberatore, ma anche al personaggio Ranxerox, e quindi anche a Stefano Tamburini, e al capomastro delle loro scorribande fumettistiche, Vincenzino Sparagna.
Inutile riassumere la trama, un cannovaccio assemblato per riproporre in chiave umoristica alcuni aspetti della vita dei personaggi sopracitati, trama rimasta tra l’altro incompiuta dopo la morte di Andrea Pazienza. Da segnalare le tavole del secondo episodio andate inizialmente perdute e ridisegnate e pubblicate nella nuova stesura, poi ritrovate e ripubblicate qualche episodio dopo, ma inserite facendo finta di nulla nel continuum nella storia, riportando indietro la pedina del gioco dell’oca della narrazione con una nonchalance pari solo a quella degli sceneggiatori di Dallas, quando azzerarono la trama di una buona parte del noto telefilm per far ritornare nel cast Patrick Duffy nel ruolo di Bobby!
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